Tra Cielo e Terra
di Marco Santello
Edizioni Life Quality Project
€ 15.00

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Indice del Libro:
- Alla ricerca di cosa?
- Esiste l'assistenza ed esiste l'occasione
- Il Maestro
- Cosa bisogna cercare?
- Il contatto
- La presenza
- Il senso dell'autoimportanza
- L'insegnamento e la Luce
- L'insegnamento e la Via
- La Mente Maggiore
- L'amicizia
- La decisione
- I dubbi
- La confusione
- Utilizza il più e dimentica il meno
- L'assistenza
- L'esercizio
- Il viaggio
- Stare nel mondo senza essere del mondo
- Di nuovo in viaggio

 

Estratto dal libro "Tra Cielo e Terra " :

da capitolo "Cosa bisogna cercare?" da pagina 32 a pagina 35

Cominciai pian piano a riflettere sul fatto che sia lui che Alfredo avevano detto più o meno le stesse cose. Il vecchio aveva parlato di "occasioni", di "possibilità" di crescita per l'Uomo; Alfredo aveva parlato di "un tipo particolare di conoscenza" e di "un insegnamento vero": ma, al di là di queste definizioni apparentemente differenti, sembrava che ci fosse qualcosa che accomunava le loro parole.
Mi sembrava di capire che l'essenza del loro messaggio fosse che le condizioni in cui viveva l'Uomo facevano sì che esistesse la necessità di cercare qualcosa di più dalla vita. Entrambi avevano parlato delle illusioni di cui ci nutriamo tutti, del sonno e della passività con le quali si vive, nella più totale inconsapevolezza di quello che realmente siamo e di cosa potremmo diventare. Cominciai a chiedermi il perché di queste somiglianze e a pensare che Alfredo sarebbe potuto essere <<l'amico che forse avrei incontrato>>, al quale quel vecchio si era riferito. Ancora, però, non riuscivo ad afferrare il senso di questa situazione, che assomigliava più ad un sogno che ad uno stato reale. Per un attimo pensai che forse ero io quello che cercava di trovare coincidenze e somiglianze laddove non esistevano. Non senza sforzi, cercai di rinunciare a pensare, e dopo un po' mi addormentai. Ero così tornato all'università, ad ottobre, e dopo un paio di settimane ritornai a casa, ansioso di incontrare ancora Alfredo. Nel pomeriggio mi recai nel suo ufficio. Era solo, e sembrava quasi stesse aspettando me, a giudicare dalla maniera in cui mi salutò. <<Vorrei chiederti ancora qualcosa>>, dissi subito dopo i primi convenevoli. <<Dimmi pure, ti ascolto>>, mi rispose Alfredo, guardandomi dritto negli occhi. <<Cos'è realmente un Maestro? Penso di avere ancora le idee confuse, al riguardo. Voglio dire... esistono davvero delle persone che possono insegnare ad altre come vivere la propria esistenza, che possono farle crescere?>> Feci molta attenzione a come formulare la domanda, perché questa era una domanda alla quale, a mio modo, avevo cercato di trovare delle risposte per molto tempo ed aveva una grande importanza per me. Serio, Alfredo mi guardò per un attimo e mi rispose: <<Si, esistono veri maestri, così come esiste pure molta confusione sulla figura del maestro stesso>>. Lo guardavo, ed aspettavo con impazienza che dicesse di più. <<Il maestro>>, riprese a parlare, <<o uomo completo, o comunque egli venga definito, è colui che ha raggiunto la Conoscenza. E' quindi impossibile, per coloro che non hanno raggiunto tale stato, poter comprendere razionalmente, o giudicare, un maestro ed il suo operato. Un vero maestro è colui che sa, ed è quindi in grado di dare al suo allievo esclusivamente ciò di cui questo ha bisogno per poter crescere. Questa è una delle sue funzioni>>, e si interruppe per un istante. Io continuavo ad ascoltarlo, mentre mi chiedevo quanto Alfredo sapesse a proposito di quell'argomento, e le ragioni di tale conoscenza. Poi, ricominciò a parlare: <<Quindi, puoi capire benissimo che egli non dà lo stesso insegnamento a tutti indistintamente, perché ognuno ha chiaramente esigenze differenti. Inoltre, queste evolvono con il tempo e con l'insegnamento stesso>>. Mentre parlava, dentro di me sentivo crescere la gioia di avere finalmente trovato qualcuno a cui poter manifestare ciò che veramente stavo cercando e, soprattutto, che poteva capirlo. Cercando frenare le mie fantasie e quasi senza volerlo, aggiunsi:  <<Premesso che un maestro sia in grado di trasmettermi un insegnamento adatto alle mie reali esigenze, come può sapere di cui ho bisogno per crescere?>>. <<Vedi , il maestro conosce l'allievo in una maniera profonda, ad un livello al quale l'allievo non potrebbe mai arrivare con le sue sole forze. Essere un maestro significa aver sviluppato un certo tipo di strumenti di percezione, per così dire, che gli permettono di dare ad ognuno dei suoi allievi ciò di cui questi hanno bisogno. Devi anche sapere che il maestro opera anche in maniera differente dalle persone comuni: non segue il suo impulso, o la sua volontà, quando è il momento di insegnare qualcosa. Egli ha acquisito la capacità di trasmettere un tipo di insegnamento che non ha proprio niente a che vedere con ciò che noi intendiamo per "insegnare". In questo senso puoi vedere il maestro agire come un canale tra la meta che l'allievo deve raggiungere e l'allievo stesso. Il maestro non aggiunge nulla di suo come persona in tale processo, perché, se lo facesse, l'intero processo non potrebbe funzionare>>. Questa affermazione mi sorprese: potevo capire come la funzione del maestro simile a quella di un canale, ma lasciava aperta la questione sulla fonte dell'insegnamento e sulla sua provenienza. Interrompendo nuovamente i miei pensieri, riprese a parlare: <<Il vero maestro non agisce per impressionare o stupire le persone. Egli non è un fenomeno da baraccone, anche se questo è la ciò che la maggior parte delle persone vorrebbe che lui fosse, sempre pronto a mostrargli prodigi e miracoli. Il maestro agisce in maniera tale da produrre risultati specifici anche se, il più delle volte, pochi si rendono conto che qualcosa è stato fatto. Sotto questo punto di vista>>, aggiunse, <<si potrebbe dire che il vero maestro agisce con professionalità, in quanto il suo operato è diretto verso l'essenziale, ciò che è strettamente necessario>>. Mentre lo ascoltavo, pensavo all'immagine artificiale che mi ero creato dei maestri di arti marziali quando, ad un tratto, quasi a rispondere a ciò che stavo pensando, disse: <<E non è solo una questione di "imparare" dei segreti, o come avere sempre le risposte giuste al momento giusto, come la gente pensa. Non puoi imparare da libri, o autodichiararti "maestro", anche se questa è una cosa che le persone fanno, di tanto in tanto. La funzione del maestro è molto più importante di ciò che puoi concepire razionalmente: la sua sfera d'azione è molto, molto più ampia>>.