L'Uccello di Tuono
di Natale Finocchiaro
Edizioni Life Quality Project
€ 13.00

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Indice del Libro:
- Per l'antico patto
- Il mercante di musica
- L'insegnamento
- Il granello di sabbia
- L'uomo serpente
- Tango

 

Estratto dal libro "L'Uccello di Tuono" :

dal racconto "Per l'antico patto"

L'interno annerito dai ceri che per secoli avevano espresso il sentimento religioso, l'ansia del contatto con il divino, il desiderio di pentimento, la paura dell'ultimo giudizio esorcizzata dal bruciare di uno stoppino circondato di cera, contrastava con la luminosità del mondo esterno appena lasciato. Avvertivano però lo stesso senso di vertigine e di nausea che già avevano provato nel salire le scale: la dimensione sembrava essere la stessa. Il contrasto tra la luce esterna e l'oscurità appena mitigata da qualche fioca luce di candela, li rese ciechi per qualche istante. "Le vertigine e la nausea sono il segno che si stà entrando o uscendo velocemente da un'altra dimensione tanto che la mente minore non riesce ad adeguarsi alla velocità del passaggio."
Si girarono verso il luogo dal quale era provenuta la voce. La sagoma che si intravedeva appariva loro familiare anche se si confondeva nella penombra della cappella. Luisa istintivamente aveva afferrato il braccio di Paolo.
"Chi sei?", reagì prontamente Fabrizio. "Chi siamo vuoi dire, perchè voi non siete differenti da me, solo che ancora non ne avete coscienza. Noi siamo quelli di LA che stanno di quà e di là. Noi siamo quelli. L'umanità deve evolvere. Questo è un periodo particolare di moltiplicazione delle possibilità. Chi saprà usare l'attenzione e la dedicazione ed il ricordarsi continuamente chi è e cosa sta facendo, potrà trarre vantaggio dalla espansione dell'energia della quale è colma la terra in questo periodo. E' il grande segreto: ricordarsi non in termini di io ma di noi, non in termini di egoismo ma pensando all'io sono, al senso di unità, al noi vissuto nella vita di tutti i giorni. Noi lavoriamo per l'uomo, perchè completi il suo ciclo evolutivo. La vostra richiesta interiore non è quella di possedere il mondo ma siete qui per compiere il balzo verso un'altra condizione di consapevolezza e siete stati equipaggiati per questo. Il lavoro dell'uomo è comune, solo che molti si sono dimenticati di se stessi e della possibilità. I vostri occhi sapranno vedere anche al buio basta una sola candela per allontanare qualsiasi oscurità e la Vergine nera guarda la mandorla che state cercando."
Pur nella confusione interiore che quelle parole avevano provocato, gli occhi di tutti cercarono ripetutamente il simulacro venerato da intere generazioni, ma non videro nessuna statua.
"Dov'è?", chiese Fabrizio girandosi verso l'angolo dal quale provenivano le parole di prima.
In quell'istante Luisa emise un'espressione di stupore.
"E' incredibile, eccola lì."

 

dal racconto "Il granello di sabbia"

Al Alfù sembrava essere lì per caso, aveva scambiato alcune parole con lui. Abdel lo ricordava bene perchè avrebbe voluto chiedere molte cose a quell'uomo che parlava da sapiente e che era rispettato da tutti quelli che lo circondavano. Non è che avesse capito molto di quello che aveva ascoltato, rimpiangeva in questi momenti di non aver avuto alcuna possibilità di studiare, ma gli era rimasta addosso la sensazione che le parole poi non contassero molto e che altro era il vero significato di quello che era stato trasmesso. Sentiva che la fonte per bere era a portata di mano come quando nel deserto avvertiva la presenza di una sorgente anche se era celata molti metri sotto la sabbia. Fu come fulminato da un'intuizione: l'insegnamento non era verbale, non avveniva attraversi sensi a lui conosciuti. Stava imparando che al di là di ciò che aveva ascoltato, oltre l'apparenza delle parole, veniva seminato nell'uomo l'alito di Dio.
Abdel si era chinato per togliersi le scarpe e indossare le babbucce per seguirlo nel tempio, ma quando si era rialzato non lo aveva più visto. Adesso era lì davanti a lui. La sabbia dorata dai raggi del tramonto sembrava riflettere un verde colore sul suo viso. Sentiva di essere pieno di gioia. "Chi sei?" gli chiese Al Afù.
"Io sono" rispose Abdel.

 

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